Trebbiano d’Abruzzo di Emidio Pepe. Al naso emergono sentori di fiori bianchi e agrumi, con una sottile nota minerale. Al palato è fresco e sapido, con una buona persistenza e un finale pulito.
Il profilo è guidato da un'acidità marcata e una buona sapidità, coerenti con l'approccio biodinamico e l'uso di cemento. Si mantiene una prudenza moderata poiché il profilo sensoriale è in parte generato da AI e il dato sull'alcol è segnalato come mancante/inferito nel dossier tecnico.
La prima idea di Emidio Pepe fu quella di produrre la migliore espressione di Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo e per fare ciò, l’invecchiamento era la chiave per raggiungere la raffinatezza e l’eleganza che cercava e, allo stesso tempo, preservare la giovinezza e l’energia dei vini. La cantina d’invecchiamento è stata la prima delle cantine ad essere costruita a Casa Pepe, segno della grande intuizione di Emidio: il tempo. È stato infatti un pioniere nel lasciare, sin dai primi anni, le bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo in riserva. Era convinto che, non solo queste potessero mantenersi bene ma che i suoi vini avessero un fondamentale bisogno di invecchiare per raggiungere la loro vera dimensione. Come in passato ancora oggi, almeno la metà della produzione è stoccata in cantina e viene rilasciata solo quando la famiglia pensa che l’annata sia nella sua espressione migliore. Nella cantina dell’azienda Pepe vengono conservate circa 350mila bottiglie che continuano il loro affinamen