Montepulciano d’Abruzzo di Emidio Pepe. Al palato è pieno e strutturato, con tannini ben presenti e un'acidità che dona freschezza. Il finale è lungo e persistente, con un retrogusto speziato e leggermente erbaceo.
Il profilo è guidato da un'elevata dominanza dei tannini e un corpo strutturato (score 7.0). La confidenza è moderata poiché il profilo sensoriale è generato via AI e l'alcol è un dato mancante/inferito. La struttura è coerente con l'affinamento tradizionale in botte grande e l'approccio biodinamico.
La prima idea di Emidio Pepe fu quella di produrre la migliore espressione di Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo e per fare ciò, l’invecchiamento era la chiave per raggiungere la raffinatezza e l’eleganza che cercava e, allo stesso tempo, preservare la giovinezza e l’energia dei vini. La cantina d’invecchiamento è stata la prima delle cantine ad essere costruita a Casa Pepe, segno della grande intuizione di Emidio: il tempo. È stato infatti un pioniere nel lasciare, sin dai primi anni, le bottiglie di Montepulciano d’Abruzzo in riserva. Era convinto che, non solo queste potessero mantenersi bene ma che i suoi vini avessero un fondamentale bisogno di invecchiare per raggiungere la loro vera dimensione. Come in passato ancora oggi, almeno la metà della produzione è stoccata in cantina e viene rilasciata solo quando la famiglia pensa che l’annata sia nella sua espressione migliore. Nella cantina dell’azienda Pepe vengono conservate circa 350mila bottiglie che continuano il loro affinamen