PASSOBIANCO di Passopisciaro è un bianco dalla Sicilia. Al naso emergono profumi di agrumi e pesca bianca, con un sottofondo minerale. Al palato è fresco, con una buona struttura e una persistenza piacevole.
Il profilo sensoriale del Passobianco è influenzato dall'acidità e dalla sapidità, che riflettono il terroir vulcanico dell'Etna. La vinificazione in acciaio preserva la freschezza e gli aromi fruttati. La prudenza è necessaria per la percezione alcolica, data la mancanza di un dato confermato.
Passopisciaro è interamente posto all’interno della lussureggiante Val Demone, una delle tre valli in cui gli Arabi divisero convenzionalmente la Sicilia nel 827 all’epoca della loro conquista, tra il fiume Alcantara, Akis per i Greci, Onobala per i Latini, e l’Etna, Aetna per i Greci o Gibel Hulhmet per gli Arabi. Una valle piena di storia e contesa da moltissimi popoli, dai Sicani ai Siculi, dai Fenici ai Cartaginesi, dai Greci ai Romani, dai Bizantini agli Arabi, dai Normanno Svevi ai Francesi e agli Spagnoli, i Mille nel 1860 e gli Alleati nell’ultima guerra mondiale. Molti sono i cimeli e le testimonianze del loro passaggio nella valle: gli echi di Tissa, l’antica città dei Siculi posta nelle zone adiacenti il fiume Alcantara, in contrada Iannazzo, le chiese bizantine, denominate Cube, di Malvagna, e le medievali Randazzo e Castiglione di Sicilia. Degli antichi Romani ci rimane la strada consolare, oggi Strada Statale 120, sulla quale il paesino trovasi. Molti condottieri e person